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Chi siamo


L’inizio dell’Associazione Il Giardino dei Ciliegi nel 1988, e lo slancio originario sono ancora condensati e difesi, anche simbolicamente nel logo, che consiglia in modo netto sostanza e stile di un modo di vivere e pensare: Centro IdeAzione Donna. Il desiderio e la consapevolezza di incarnare pensiero e azione nelle modalità di vivere portano a intrecci interessanti tra donne e associazioni, iistituzioni, politica, università, scrittura, espressioni artistiche, assistenza a progetti sociali come affido e adozioni. E questo senza mai perdere di vista - e quindi curare - la differenza nello scarto sociale rinvenuto, e le differenze dei posizionamenti, che le aspirazioni delle donne rivelino, liberamente, di apertura in apertura di orizzonti.
Ogni donna stabilisce un rapporto di collaborazione che non relega in un angolino la singolarità, ma la nutre, con la verifica dei momenti di riflessione in comune, e della creazione con le altre. Quindi un luogo, un progetto, come si può leggere su ogni “Annuario”, che mostra la passione con cui sono partecipati e annotati gli eventi nel tempo dell’anno. E’ costantemente attiva la decisione che non si perda nulla del lavoro comune di proponenti e ospiti, neppure la più imprevedibile scintilla che avrà innescato un conflitto culturale, casomai da accogliere come premessa al pregiato bagaglio incompleto della qualità delle relazioni, nel darsi-dirsi a vicenda.
Per fare qualche esempio, ritorna alla mente il lavoro dei gruppi, nella fusione di “Reti di solidarietà” del novembre 1993, marzo e maggio 1994, di alcune autrici, di donne in-nero di Belgrado, di attrici che hanno parlato nel nome di strategie femminili di pace, il tutto dedicato alle donne della exJugoslavia: sentimento contro la guerra che, nel tempo, ha continuato a trovare – nella passione per una politica altra - varie forme di espressione, fino ad oggi.
Dal Laboratorio permanente di scrittura creativa si è transitato attraverso altri laboratori di attività desiderate, che continuano a esprimere il movimento verso un luogo “per la Firenze che vogliamo”. Negli anni fino all’oggi si sono consolidati il lavoro di presentazione dei libri di donne, e la libertà di discussione su tematiche relative all’intreccio di native/migranti, che tanti studi specifici ha messo sul tavolo, illuminandone testi e con-testi.
I fili della memoria, il corpo, il linguaggio, la poesia, la scrittura, il teatro hanno significato “parola di donna”, non soltanto per dare nome a un gruppo di approfondimento della ricerca, che pure è la base del confronto, ma anche per segnalare le energie incandescenti di donne che vogliono avere un dialogo critico con la ricerca di sé e l’identità mobile, oltre che un discorso serrato per capire da dove scaturiscono le identificazioni in un ruolo affibbiato dall’esterno, che hanno tentato di ingabbiare il loro talento, e l’intelligenza.
Le mostre hanno costellato questo luogo di espressioni artistiche diverse, tutte accolte dalla disposizione sincera a farsene attraversare, non senza interventi, e domande volte a chiarire e chiarirsi.
L’ospitalità decisa di volta in volta di altre associazioni, si è esplicitata attraverso la condivisione di contenuti riguardanti sopra tutto la destinazione sociale dei saperi messi in circolazione nella relazione. L’intercultura come modalità di conoscenza e come sguardo alla socialità ha lasciato dei semi per nuovi ‘percorsi d’amore’.
La presidente è Mara Baronti: gli altri nomi si possono affidare alla possibilità di una conoscenza diretta, presenza attiva nei lavori seguiti con amore. E se questo non è un invito, diteci cos’è! Ditelo al Giardino dei Ciliegi, via dell’Agnolo 5.